A Roma la prima strada italiana in plastica riciclata

I vantaggi che prometteva qualche mese fa, erano un asfalto riciclabile, resistente fino al 250% in più, per la gioia di romani e non, costretti a fare i conti con le famigerate buche. Potrebbe chiamarsi Ecopave la soluzione all'annosa questione delle strade di Roma, un nuovo componente da aggiungere all'asfalto per evitarne il deterioramento o, quanto meno, rallentarlo. E per questo un chilometro della via Ardeatina, da sempre martoriata da un carico di traffico eccezionale è diventata un laboratorio a cielo aperto per testare l'efficacia del grafene aggiunto all'asfalto tradizionale senza costi aggiuntivi per la Città Meteopolitana. Madre dell'innovazione l'azienda Iterchimica presieduta da Vito Gamberale. E dalla stessa azienda potrebbe arrivare la soluzione al problema delle buche. "Abbiamo un additivo che si chiama Iterlene - ha spiegato Gamberale - e speriamo con il Comune di Roma di poter fare un esperimento anche sulle buche, visto che il Campidoglio è focalizzato su questo problema". Si tratta di una sorta di cerotto permanente che chiude le buche in modo sicuro.
Seguendo l’esempio olandese della pista ciclabile completamente formata da pannelli solari  (un dato, per capirci: se l’intera rete stradale degli Stati Uniti venisse ricoperta di pannelli solari la nazione produrrebbe tre volte l’energia che produce oggi con un taglio del 75% alle emissioni di CO₂) si è affermata l’idea di non trascurare le potenzialità di centinaia di migliaia di Km di superficie attualmente ricoperti da semplice asfalto.

Gli ingegneri dell’azienda, che dagli anni ’60 si occupa di produzione e sviluppo di additivi per asfalto, hanno lavorato attorno all’idea di asfalto intelligente: innanzitutto la possibilità di poter riutilizzare al 100% vecchio asfalto per la produzione di nuove pavimentazioni, con una notevole riduzione dell’impatto ambientale legato allo smaltimento del materiale, all’estrazione di inerti e all’impiego di bitume vergine.

Dopo test durati 15 anni e in seguito ad una prima sperimentazione in Canada, la Iterchimica ha messo sul mercato un asfalto tiepido capace di essere prodotto, steso e riutilizzato a temperature più basse con un notevole risparmio in termini di emissioni di CO₂ e con un aumento considerevole della durata della vita media.

(Fonti:  Ansa.it - Liberopensiero.eu)